IL SEGRETO? PIU’ SPAZIO AD ALSTON

12 06 2009

Mi candido come vice-allenatore di Stan Van Gundy, coach degli Orlando Magic.

Io e 10.000.000 di altri che hanno avuto dei grossi dubbi sulla sua gestione del suo playmaker Rafer Alston dopo il rientro dal ex-titolare in quel ruolo, Jameer Nelson, fuori 4 mesi per un intervento chirurgico sulla spalla destra. Nelson è rientrato, miracolosamente, per Gara 1 della finale. Dopo quattro mesi di non stop, Van Gundy l’ha fatto giocare 24′ in Gara 1, lo stesso minutaggio di Rafer Alston. Grave errore. Alston, spersonalizzato e anche sfiduciato, ha giocato male. Ho detto: “Alston deve giocare 36′ e Nelson forse 12′ e non 24 + 24.”
Guarda caso. In Gara 3, Alston gioca 37′, fa 20 punti e Orlando vince, 108-104, rientrando nella serie. Nelson, da parte sua, gioca 11′ e fa un mini-contributo di 2 punti, ma Orlando è +2 durante il suo tempo in campo. Ha fatto esattamente ciò che doveva fare: il cambio per Alston e ha “tenuto” il campo. Nessuno capisce perchè Van Gundy ha voluto sperimentare con il rientro di Nelson.  “Se sono Van Gundy, voglio Nelson perchè è un valido (eletto All-Star Game 2009) giocatore in più. Ma la gerarchia deve essere quella che ha vinto le prime tre serie per arrivare al finale, con Alston titolare.”
Sia chiaro, ci sono stati altri buoni motivi per la vittoria di Orlando. Prima di tutto, 18 punti da Mickael Pietrus dalla panchina, nonchè una discreta difesa su Kobe (che ha fatto 31 punti con 11-25 al tiro, niente eccezionale … per lui). Seconda cosa, solo 13 palle perse, lo stesso numero dei Lakers. Terza, hanno tirato molto meglio in casa che in trasferta, quasi il 63%. Quarta, Dwight Howard continua a non solo giocare bene (21 punti, 14 rimbalzi, 2 stoppate, 1 recupero, 1 sola palla persa), ma anche segnare i liberi (11-16). Non tireranno il 63% in ogni partita. Ma hanno vinto una. Se vanno a 2-2, avremo una mini-serie, 2-su-3, per decidere tutto.

 

 

 




GARA 4 E’ TUTTA DEI LAKERS

12 06 2009

I Los Angeles Lakers sono ormai a un passo dalla conquista del titolo Nba 2009: nella quarta delle gare finale, che si giocano al meglio delle sette partite, hanno sconfitto dopo un tempo supplementare gli Orlando Magic 99-91 e conducono ora la serie delle finali per 3-1.

Protagonista della partita è stato Derrick Fisher, autore del fondamentale tiro da 3 punti che a due secondi dalla fine dei tempi regolamentari ha permesso ai Lakers di riagguantare il pareggio, 87-87.

Nel successivo tempo supplementare gli Orlando Magic non sono riusciti a ritrovare le loro geometrie, mentre il solito Kobe Bryant ha fatto la differenza mettendo a segno 6 dei suoi complessivi 32 punti, fissando il risultato definitivo sul 99-91.

La prossima partita è in programma domenica ancora ad Orlando, in Florida. Nel caso in cui gli Orlando Magic riuscissero a vincere, i Lakers hanno poi a disposizione ancora due gare, entrambe in casa, per aggiudicarsi il titolo.





GARA 3 VINTA DA ORLANDO

10 06 2009
Stava finendo tutto bene, la partita si dirigeva verso gli ultimi secondi decisivi, tempo per Bryant di prendere in mano la squadra e portarla alla vittoria, così non è stato.
L’uomo degli ultimi secondi non l’ha chiusa.
Nelle prime fasi era stato quasi perfetto con 17 punti e 7 su 10 dal campo solo nel primo quarto, da quel momento il tracollo: 4 su 15 dal tiro e 4 su 9 dalla lunetta nella sconfitta dei Lakers per 108-104 contro i Magic.
Dalla lunetta, di solito, Bryant è una macchina. “Avevo perso il ritmo” dice lui, ma la pressione che gli hanno messo i difensori di Orlando è stata troppa. “Sono molto deluso! Sono abituato a vincere in queste situazioni, la squadra si fida di me ma oggi nonè proprio successo.”Con Los Angeles sotto di 2 con meno di 30 secondi alla fine, Bryant e Gasol chiamano lo stesso gioco che gli aveva permesso di vincere gara 2 negli overtime.  
Dwight Howard è risucito a toccare la palla che finiva nelle mani di Gasol, lo spagnolo passa la palla a Bryant ma lui non trattiene e con una giocata difensiva straordinaria Pietrus ruba la palla e subisce fallo. Due liberi di Pietrus e due triple sbagliate da Bryant hanno chiuso la partita.

“Lo sai, siamo tutti deboli come umani – dice il coach di L.A Phil Jackson – a volte non quanto gli altri”.

Bryant ha fatto di tutto per eliminare il fattore umano dal suo gioco. Il suo attacco è una serie di mosse da tattico messe insieme per creare un’effetto incredibile, questo lo rende efficiente, preciso e simile a una macchina. Non cala in futili provocazioni lanciate da giocatori avversari del tipo “mi hai segnato tu, adesso ti faccio 40 punti, in faccia”.

In difesa, Bryant marca sempre il migliore giocatore avversario. Si basa su angoli di passaggio calcolati e un database delle tendenze dei giocatori che gli è impressa in mente dopo anni di studio e di esperienza.

Nei primi due round e mezzo dei playoff si è preso 5 falli tecnici, prima di assicurare ad un giornalista che non ne avrebbe più commesso uno fino alla fine dei playoff. Non gli è stato fischiato un fallo tecnico da quel momento.

Poi ci sono state le sue conferenze stampa durante le finali, dove ha rimpiazzato il suo umorismo sarcastico con un tono di voce monotono e serio. Sta cercando di mantenere una direzione costante durante questi playoff lunghi sei settimane.

Non c’è stato niente da fare per i Lakers perchè la percentuale al tiro dei Magic è rimasta sempre altissima (62.5%) dopo essere stata bassissima in Gara1 (29.9%).

Se Kobe fosse riuscito a vincere ieri sera, i Lakers avrebbero chiuso definitivamente la serie perchè nessuna squadra è mai riuscita a vincere il titolo sotto di tre partite.

Potrebbe esserci un filo di stanchezza da un giocatore che ha giocato le ultime tre stagioni senza prendersi delle pause per ricaricare le batterie?
Bryant è rimasto in panchina per 5 minuti nel quarto quarto quando i Magic hanno incrementato il loro vantaggio a 9 punti. E’ Stato chiesto a Jackson se la sua decisione di togliere Kobe è a cause della fatica e lui ha risposto così: “Si, [ma] lui non lo direbbe”

A Bryant è stata chiesta la stessa domanda ma lui si è limitato ad un sorriso che lascia trasparire il suo lato umano.  

“Lui è uno con cui stare in caso di vittoria o di sconfitta – dice Lamar Odom – ecco con chi voglio stare”

Una cosa sicura è che tutti adorano Kobe, che metta il tiro decisivo o che lo sbagli.

 




OBBIETTIVO: VINCERE IN CASA

8 06 2009

i Los Angeles Lakers hanno vinto Gara 2, allo Staples Center di Los Angeles, solo dopo un tempo supplementare, 101-96. E se Courtney Lee non sbaglia un tiro per Orlando allo scadere del 4° quarto, con nessuno più vicino a lui che un cittadino in Marin County, all’Ovest di San Francisco, avremmo avuto una sorpresa incredibile.

Tutti cercavano di dire che non avevano perso la partita a causa del tiro sbagliato di Lee. Molti della squadra di Orlando indicavano le troppo palle perse (20, rispetto alle 12 dei Lakers). Verissimo anche questo. In ogni caso, grandi segni di vita da Orlando: Dwight Howard ha avuto 7 palle perse ma anche 17 punti, 16 rimbalzi, 4 stoppate e 4 recuperi. Rashard Lewis ha fatto 34 punti e Hedo Turkoglou ne ha fatto 22. Per la seconda partita in fila, però, uno sfiduciato Rafer Alston è stato sotto tono. Ancora, solo 25 minuti in campo. Con il ritorno di Jameer Nelson (che ha detto che Alston meritava il quintetto base), non è più quel play di grande personalità che era.

Ora i Magic hanno 3 partita in fila ad Orlando, casa propria. Per avere la pur minima possibilità di vincere questa finale, devono, per forza, vincere 3-su-3, una cosa successa forse 1-2 volte da quando l’NBA ha adottato la formula 2-3-2 per la finale. Ma stanno migliorando, dopo il -25 in Gara 1. Orlando, però, non può vincere con solo tre giocatori (Howard, Lewis, Turkoglou). Gli altri devono fare qualcosa. Los Angeles ha questo: 19 da Lamar Odom in Gara 2. Ma i Lakers vanno ad Orlando fiduciosi: 2-0 in tasca. Sanno che devono sbancare Orlando una sola volta è sono, come dicono in America, “Con il volante in mano





I LAKERS VINCONO GARA 2

8 06 2009

LOS ANGELES – Fermo sulla linea del tiro libero, Kobe Bryant ha assistito impotente al tiro di Courtney Lee che avrebbe potuto cambiare la storia. Bryant era immobile. D’un tratto, il cammino dei Lakers verso il 15o titolo, nonché il quarto personale per lui, è sembrato molto più difficile.

Il tiro di Lee si è arrampicato sul ferro, ed è uscito. Fortunati. I Lakers mantengono il controllo delle finali NBA – per un pelo.

Lee ha fallito il potenziale canestro della vittoria su un alley-oop allo scadere dei 48 minuti, dando così ai Lakers un’altra chance che non si sono fatti scappare. Pau Gasol ha realizzato 7 punti nel supplementare e Kobe ha chiuso con 29 punti totali, permettendo ai Lakers di sopravvivere in gara 2 e battere gli Orlando Magic 101-96, dopo aver letteralmente dominato gara 1.

“Mi sono sentito sollevato quando ha sbagliato quel tiro”, ha detto Gasol. “In questo momento ci saremmo potuti trovare in tutt’altra situazione.”

Se i Magic non dovessero recuperare e vincere la serie, l’errore di Lee potrebbe rivelarsi come uno dei più gravi nella storia delle finali. Aveva la possibilità di dare ai Magic la prima vittoria nelle finali NBA.

“L’abbiamo fallita, non so che altro dire”, ha detto il coach dei Magic Stan Van Gundy. “Eppure abbiamo eseguito bene lo schema, Hedo (Turkoglu) ha fatto un gran passaggio. Non voglio infierire… Hedo ha fatto un gran passaggio e lui ha semplicemente sbagliato.”

Orlando potrebbe non avere più un’opportunità così ghiotta per battere i Lakers. Alley-oops.

Oggi abbiamo sbagliato tanto, non eseguendo gli ordini, ma siamo comunque riusciti a vincere”, ha detto Bryant.

Quando è finalmente finita, Bryant, Fisher e i Lakers sono tornati negli spogliatoi saltellando di gioia, sorridendo e battendo il ‘cinque’ ai tifosi sugli spalti.

Hedo Turkoglu, l’autore del passaggio perfetto fallito da Lee, è invece tornato negli spogliatoi con uno stato d’animo opposto, con l’asciugamano in testa a coprirgli il viso.

Gasol ha totalizzato 24 punti e 10 rimbalzi e Lamar Odom 19 punti per i Lakers, che hanno vinto gara 1 di 25, ma hanno avuto bisogno di 53 minuti per vincere gara 2.

Rashard Lewis ha segnato 34 punti- 18 nel solo secondo quarto- e Dwight Howard ha chiuso con 17 punti e 16 rimbalzi per Orlando.

Gara 3 si disputerà martedì sera alla Amway Arena di Orlando, che ospiterà una gara di finale per la prima volta dal 9 giugno 1995.

Con il punteggio sull’88 pari negli ultimi secondi, Lee ha sbagliato il primo di due tentativi finali quando a 10.5 secondi dal termine è andato in penetrazione in mezzo al traffico ma ha fallito il layup.

I Lakers hanno chiamato timeout con 9.1 secondi da giocare. Poi Odom dalla rimessa ha cercato immediatamente Bryant, che è andato subito in penetrazione. Bryant ha tentato un tiro fuori equilibrio dalla media, ma la sua conclusione è stata stoppata da dietro da Turkoglu con 1.8 secondi sul cronometro.

La sirena è suonata, il cronometro segnava lo ‘zero’, e Jack Nicholson e tutto lo Staples Center era già pronto per l’overtime.

Ma i direttori di gara, riunitisi a metà campo davanti a un monitor, hanno deciso di dare ancora 0.6 secondi ai Magic, visto che Turkoglu aveva chiamato timeout dopo aver strappato il pallone a Bryant.

Turkoglu, non trovando nessuno a cui passare il pallone, ha chiamato un secondo timeout per prendere ulteriore tempo. Sul secondo tentativo per i Magic, Lee ha eseguito lo schema perfettamente, con un movimento alle spalle dei difensori, ma non è riuscito a trasformare il passaggio del turco. Lee, dal lato sinistro e con Gasol in chiusura, ha lasciato partire un tiro che è finito prima sul tabellone, poi sul ferro, e infine fuori.

Lee è tornato in panchina incredulo con le mani tra i capelli, consolato dai compagni. Così vicino. Così lontano.

“L’ho presa al volo e ho solo cercato di eseguire il gioco”, ha detto Lee. “Non abbiamo perso solo perché ho sbagliato il layup. Avremmo potuto vincere lo stesso.”

Howard, che ha collezionato 7 delle 20 palle perse dei Magic, non ha voluto dare troppo peso all’errore del compagno.

“Abbiamo avuto diverse chance di vincere”, ha detto. “Abbiamo perso troppi palloni. Questo gli ha permesso di batterci.”

Bryant, che si è fatto sorprendere sull’ultima giocata, perchè più preoccupato dai tiratori dal perimetro che non da Lee, sa quanto siano stati fortunati i Lakers a non aver perso.

“E’ stato un ottimo schema”, ha ammesso Bryant. “E’ stata una giocata davvero, davvero furba architettata da Van Gundy. Lui sapeva che le mie attenzioni erano rivolte più che altro ai tiratori esterni, ed è stata una grandissima giocata da parte di un grandissimo coach.”

Così, dopo 14 anni, le delusioni in finale per i Magic continuano.

Il 7 giugno 1995 Orlando aveva la possibilità di battere Houston in gara 1, ma la guardia Nick Andersen dei Magic ha sbagliato 4 liberi decisivi, permettendo ai Rockets di vincere 120-118. I Rockets avrebbero poi vinto la serie 4-0.

I Magic torneranno a casa pensando a ciò che sarebbe potuto essere, ma che non è stato. Potevano essere sull’1-1, e con tre partite davanti ai propri fan avrebbero potuto negare a Bryant e ai Lakers il primo titolo dal 2002.

Ora, in una stagione di rimonte, dovranno tentare quella più difficile.

Bryant, che ha chiuso con 40 punti in gara 1, ha collezionato 8 assist e 7 palle perse.

Lewis si è trasformato in Kobe Bryant versione Magic nel secondo quarto, segnando 18 dei 20 punti dei Magic, mantenendoli così in partita. L’ala, con i suoi 2 metri e 08, e con le sue abilità al tiro, rappresenta un rebus difficile da risolvere per la difesa gialloviola.

Con Howard sempre marcato, e con gli altri tiratori ancora alla ricerca del ritmo in attacco, Lewis si è caricato i Magic in spalla. Ha trasformato 4 triple consecutive per finire il primo tempo, e Orlando, nonostante un 32 percento al tiro, è andata al riposo sotto solo 38-35.

Non fosse stato per Lewis Orlando sarebbe stata nei guai, anche perché Howard pareva un pesce fuor d’acqua.

Più che Superman, nel primo tempo il centro dei Magic è sembrato l’uomo invisibile.

A tratti sembrava come se ci fossero 6 o 7 giocatori in maglia gialloviola a sovrastare Howard, che ha realizzato solo 1 canestro in quattro tentativi, con 4 palle perse.

“Ero frustrato in gara 1, così come oggi”, ha detto Howard. “Ma come leader di questa squadra i miei compagni non possono vedermi così. Devo superare tutte queste situazioni, e magari imparare da esse.”

Note: Tra gli altri, erano presenti allo Staples Center Jack Nicholson, Leo Di Caprio, Warren Beatty e Denzel Washington… Con la prova di gara 1, Kobe Bryant è stato solo il quarto giocatore a totalizzare almeno 40 punti, 8 assist e 8 rimbalzi in una gara di finale. Gli altri sono stati Jerry West (1969), Michael Jordan (1993) e Shaquille O’Neal (2002).





I LAKERS NON RIESCONO AD ESSERE LA KRIPTONITE PER IL SUPERMAN DEI MAGIC

3 06 2009
Invece di preoccuparsi per il gigante di Orlando che incontreranno nelle finali, (Gara 1 Giovedì, 9 p.m ET) i Lakers di Bryant e Gasol stanno pianificando strategie per fermarlo.

“Dobbiamo usare i nostri punti di forza per attaccarli – dice Gasol – non dobbiamo lasciarli andare dove vogliono loro”. Cleveland non aveva una presenza in area abbastanza potente da metterli in difficoltà, per questo hanno perso”

Howard ha una media di 25.8 punti a partita solo nelle finali di conference contro i Cavaliers, il più alto rendimento di ogni turno di playoff e più di 5 punti in più della sua media stagionale in regular season. L’incremento è dovuto soprattutto al poco fatturato dei centri di Cleveland. Zidrunas Ilgauskas, Anderson Varejao, Joe Smith e Ben Wallace. Mentre Ilgauskas e Smith infilavano qualche tiro e Varejao e Wallace finivano facilmente i passaggi di Lebron James sotto canestro, nessuno di questi è stato abbastanza costante da risultare una minaccia per i Magic.

Howard ha avuto più libertà da difensore e non ha dovuto faticare tanto. Il suo ruolo di copertura sotto canestro è simile a quello di Bryant quando incontra un attaccante sotto il par come dimostrato nel documentario “Kobe doin’ Work”, girato da Spike Lee. Bryant tende a spendere meno energia in difesa per essere più efficace in attacco.

“Bisogna farlo lavorare [Howard] in difesa, non solo da uomo di aiuto, ma come difensore uomo a uomo. – dice Gasol – Bisogna farlo lavorare, non solo lui ma tutti gli altri giocatori che hanno dentro l’area”.

Per sfruttare la maggiore stazza dei Lakers con Gasol e Bynum, i due dovranno limitare i falli al minimo. Gasol ha una media di quattro falli nelle due partite di regular season contro Orlando, entrambe partite perse, e sono più della media contro qualunque squadra di NBA. Bynum è stato minimizzato con cinque falli quando le due squadre si incontrarono il 20 Dicembre. Con 3 punti e 1 rimbalzo in soli 12 minuti di gioco sicuramente non la sua migliore prestazione.

Più Gasol e Bynum potrebbero significare meno Howard visto che il centro dei Magic ha una media di 5.3 falli a partita contro la difesa abbastanza molle di Cleveland.

Phil Jackson non è sicuro che i suoi Lakers siano in grado di contenere il gigante di Orlando e ha definito il miglior giocatore difensivo dell’anno una “fabbrica di energia”, ma comunque sceglierà di marcare Howard a uomo.

“E’ a nostro vantaggio non raddoppiare difensivamente contro questa squadra – dice Jackson – hanno tre tiratori incredibili distribuiti agli angoli del campo, la loro spaziatura è perfetta e per superarli serve una difesa in post aggressiva ed efficace.”

La media punti di Gasol è un po’ calata dalla fine della regular season da 18.9 a 17.5 contro Denver, ma la sua presenza sotto canestro è migliorata notevolmente con i rimbalzi (da 9.6 a 12.3), i blocchi (da 1.0 a 2.3) e la sua percentuale di tiro (da 56.7 a 63.3). Il miglioramento è frutto di un cambio di personalità nei playoff con un atteggiamento maggiormente aggressivo rispetto al suo abituale atteggiamento pacato e sobrio. Bynum ha fatto segnare la sua media più alta di punti a partita nelle finali di conference con 7.8 ma la sua media di falli è anche aumentata a 3.5.

Jackson spera che i Magic si preoccupino dell’attacco dei Lakers, visto che Howard sta togliendo parecchio sonno allo staff strategico dei Lakers.
“I nostri giocatori fisicamente più potenti possono creare un problema per loro” dice Jackson
Nell’area non ci saranno solo Howard, Gasol e Bynum a far valere il loro fisico, ma i Lakers potranno contare su Lamar Odom e Trevor Ariza che hanno il fisico e la lunghezza necessaria per affrontare Hedo Turkoglu e Rashard Lewis. E viceversa.

Bynum non ha parlato con i giornalisti domenica, ma è sembrato attivo nel quattro contro quattro alla fine dell’allenamento usando D.J Mbenga come sagoma per imitare Dwight Howard. Mbenga è un’altro lusso per i Lakers che possono sfruttarlo in questa serie. Le riserve di Orlando faranno più fatica a imitare Gasol e Bynum.

“Proverò a continuare ad essere aggressivo, continuare ad essere efficace e continuare a far sentire la mia presenza per la squadra”. dice Gasol. Chi saprà tirare via il mantello a Superman Howard?





I CONFRONTI DI UNA FINALE TUTTA DA DECIDERE

3 06 2009

Se siete stati attenti alle finali di Eastern Conference, avete probabilmente sentito parlare di confronti tra giocatori. I Cavaliers hanno ammesso problemi di accoppiamenti contro i Magic e questo è stato il motivo della qualificazione in finale di Orlando.

Con dei giocatori del calibro di Hedo Turkoglu, Rashard Lewis e Superman Dwight Howard, non sarà facile per i Lakers difendere in modo efficace. Ma con due giocatori oltre i 2 metri, un super Kobe Bryant e Lamar Odom utile quando esce dalla panchina, neanche i Lakers sono tanto facili da marcare.

Point Guard

Lakers: Derek Fisher

Fisher non gestisce molti palloni in attacco ma è fondamentale per infilare triple, cosa che non sta facendo ultimamente.

Magic: Rafer Alston

Alston fa un lavoro incredibile nel tenere alta l’intensità. Non gestice molto le palle ma è un tiratore di striscia; questo potrebbe vincere le partite come perderle.

Vantaggio: Magic
Bryant è il giocatore offensivo migliore al mondo ma i Lakers vincono quando la palla gira molto.

Shooting Guard

Lakers: Kobe Bryant

Magic: Courtney Lee

Lee non gioca come un rookie. Non sbaglia quasi mai, un difensore solido quando serve e ha già messo dei canestri pesanti quando servivano.

Vantaggio: Lakers

Centro

Lakers: Andrew Bynum

Bynum è stato inconsistente e non ha giocato molti minuti da quando stato operato al ginocchio. Ultimamente ha avuto problemi con i falli, ma lui e Gasol dovranno minimizzare i falli se vogliono sconfiggere Superman Howard.

Magic: Dwight Howard

Howard ha dimostrato di essere infermabile contro i Cavs e contro i Celtics. Ha fatto un ottimo lavoro sui raddoppi passando la palla a tiratori liberi. In difesa può essere un muro a patto che non si lasci andare a dei falli inutili.

Vantaggio: Magic
Gasol è una pedina importante nell’attacco a triangolo dei Lakers. Non è abbastanza veloce da seguire Lewis ma può essere fondamentale nella marcatura di Howard.

Ala grande

Lakers: Pau Gasol

Magic: Rashard Lewis

Lewis è un tiratore micidiale che può penetrare e creare giocate importanti. Difensivamente lascia un po’ a desiderare ma lavora duro per impedire a Gasol di prendere posizione al centro.

Vantaggio: Pari
Los Angeles ha rubato Ariza da uno scambio con Orlando nel 2007 ed è stato un successo. E’ un difensore mostruoso il cui tiro è migliorato notevolmente.

Ala piccola

Lakers: Trevor Ariza

Magic: Hedo Turkoglu

Il tiro di Turkoglu è la sua arma in più anche se è stato abbastanza inconsistente nell’ultimo periodo. Le sue giocate per la squadra sono vitali anche se non è tanto veloce in difesa.

Vantaggio: Magic
Lakers: Lamar Odom sarà utilizzato per difendere forte su Lewis, e quando gioca bene i Lakers vincono! Shannon Brown, Jordan Farmer, Luke Walton e Sasha Vujacic portano tutti molta energia ma nessuno ha tirato bene nella postseason.

Panchina

Magic: Michael Pietrus sarà l’arma difensiva per cercare di fermare Bryant. Anthony Johnson e Marcin Gortat non urtano ne facilitano la squadra. Jameer Nelson sempre in dubbio ma un suo ritorno potrebbe dare coraggio ai Magic.

Vantaggio: Lakers
Nonostante la sua maggiore esperienza, il suo approccio è molto più rilassato del suo avversario. Ha il suo personalissimo modo di motivare la squadra ed è un ottimo tattico.

Coach

Lakers: Phil Jackson

Magic: Stan Van Gundy

Nessuno prepara la squadra meglio di Van Gundy. Passa molte ore nella sala TV e ha convinto dei giocatori non motivati a diventare la miglior difesa della lega.

Vantaggio: Pari
I Lakers hanno dalla loro l’esperienza. Assieme al ricordo della sconfitta dell’anno scorso che può motivare la squadra, le statistiche dicono che la squadra che ha il vantaggio di casa ha vinto le finali 18 volte su 24 da quando la serie finale è cambiata nel 1985.

Punti di forza dei Lakers

Punti di forza dei Magic

Nelle prime tre serie della postseason, i Magic sono sopravvissuti a delle squadre che hanno finito con un rendimento migliore. La difesa di Orlando è quasi perfetta e, si sa, la difesa vince le partite.

Vantaggio: Lakers

Pronostico:

A questo punto nella postseason, tutte le squadre che hanno vinto le sfide in stagione regolare hanno anche vinto le sfide nei playoff (11 su 11 tre serie hanno riguardato squadre che hanno pareggiato la serie in campionato). I Magic hanno vinto entrambe le sfide con i Lakers ma Jameer Nelson giocava ancora e Shannon Brown non era ancora stato acquistato dai Lakers.

Se i Magic riusciranno a tirare bene quanto hanno fatto contro i Cavs, possono vincere la serie, ma sarà dura perché i Lakers non hanno intenzione di raddoppiare su Dwight Howard. I Sixers e i Celtics hanno dato del filo da torcere ai Magic perché non hanno raddoppiato su Howard e hanno coperto bene su Turkoglu e Lewis; ma né Philadelphia né Boston ha avuto abbastanza dall’attacco per poter impensierire Orlando.

I Lakers hanno abbastanza potenza offensiva per poter far del male a Orlando. Con un Trevor Ariza e Lamar Odom in forma, potrebbero avere l’altezza e la velocità che servono per marcare Turkoglu e Lewis.





LEBRON JAMES OPERATO PER UN TUMORE BENIGNO

3 06 2009
Il fuoriclasse dei Cleveland Cavaliers, LeBron James, è stato operato ieri per un tumore benigno. L’operazione, durata cinque ore e perfettamente riuscita, ha permesso l’asportazione di una forma tumorale alla ghiandola parotide destra. LeBron James aveva avvertito il problema alla ghiandola salivare della guancia destra già da qualche mese ma, d’accordo con lo staff medico dei Cavaliers, aveva atteso la fine dei playoff del campionato Nba, per farsi operare.

Cleveland è stato eliminato nella finale di Conference Est dagli Orlando Magic fallendo così la finale contro i Lakers. Nonostante il tumore LeBron James è stato il migliore della sua squadra nella serie contro i Magic con circa 38 punti di media. Una buona notizia infine in casa dei Magic. Il play Jameer Nelson, operato a febbraio alla spalla destra, è tornato ad allenarsi e potrebbe essere disponibile per la finale Nba contro i Lakers che inizia domani. Inizialmente si pensava che la stagione per lui dopo l’intervento fosse finita.





LAKERS IN FINALE

31 05 2009

DENVER – Il sogno di vedere una finale tra Kobe è LeBron si è avverato… almeno per metà. Kobe Bryant e i suoi Los Angeles Lakers hanno raggiunto le finali NBA per la seconda volta consecutiva, e per la trentesima volta nella loro storia.

LeBron James e i Cleveland Cavaliers dovranno vincere altre due partite per raggiungerli. Altrimenti sarà Dwight Howard, con i suoi Magic, a sfidare il 24 sul palcoscenico più importante.

Probabilmente non sarebbe la stessa cosa per la NBA, ma sarebbe comunque intrigante.
Bryant e i Lakers si sono liberati degli ostici Denver Nuggets con una vittoria per 119-92 in gara 6 delle finali della Western conference. “Ci siamo tenuti la miglior prestazione per la fine, e forse loro non hanno giocato al meglio”, ha detto coach Phil Jackson, che per la terza volta tenterà di vincere il suo decimo titolo da allenatore (sarebbe un record assoluto).

Bryant ha segnato 35 punti con 10 assist, ma è stato anche sostenuto in attacco dai vari Trevor Ariza, Pau Gasol e Lamar Odom. L.A. ha chiuso con il 57.3 percento dal campo, evitando così di dover ricorrere a gara 7 come contro Houston.  Ora potranno finalmente riposarsi un po’, dopo aver giocato un giorno sì e uno no per due settimane.

Questi Lakers, alla ricerca del 15esimo titolo della loro gloriosa storia, sono un gruppo più esperto- ma forse anche più acciaccato- dei Lakers che sfidarono Boston l’anno passato.
“Ci troviamo nella stessa posizione dell’anno scorso, solo che l’anno scorso non siamo riusciti a terminare il lavoro”, ha detto Kobe. “Speriamo di farcela quest’anno.”

A differenza dell’anno scorso, quando i Lakers arivarono in finale in scioltezza, quest’anno i giallo-viola hanno affrontato una gara 7 nelle semifinali di conference contro Houston, e hanno dovuto sudare anche contro Denver.

E’ stato un cammino duro, molto fisico, quello che ci ha riportati in finale, ogni serie è stata dura”, ha detto Kobe.  I Magic sono in vantaggio 3-2 nella serie finale della Eastern conference, e sta notte in gara 6 potrebbero spezzare il sogno di milioni di fan (oltre che degli sponsor) di vedere Kobe e LeBron giocarsi sul campo il titolo NBA.
Le finali iniziano giovedì a Los Angeles in caso di vittoria di Orlando, o a Cleveland se vincono i Cavs.

Anthony ha guidato i suoi con 25 punti e J.R. Smith ha chiuso con 24, ma Denver ha inseguito praticamente per tutta la partita, e non è mai stata davvero un pericolo per i Lakers dopo l’intervallo, nonostante abbiano tirato bene dall’arco: 8-19.

Questa è stata l’ottava sconfitta consecutiva per Denver in un match da dentro o fuori.
Odom e Gasol hanno segnato 20 punti a testa e Ariza 17 per i Lakers, che hanno segnato tutti e 24 i tiri dalla lunetta, e 9 triple su 16.

“Siamo difficili da battere perché stiamo usando tutte le nostre armi, non solo Kobe o Gasol”, ha detto lo stesso spagnolo, che ha collezionato anche 12 rimbalzi e sei assist. “Abbiamo davvero una buona squadra, e dobbiamo sfruttare tutti. Così potremo vincere.”
I Lakers avrebbero anche potuto essere sconfitti 0-4 se i veterani Anthony Carter e Kenyon Martin degli energici Nuggets non si fossero fatti intercettare la rimessa in campo nei momenti decisivi di gara 1 e gara 3 rispettivamente.

Bryant questa volta non ha aspettato gli ultimi istanti del quarto periodo per punire Denver.
Il 24 ha segnato 11 punti durante un parziale decisivo di 21-7 che ha permesso a L.A. di chiudere 53-40 il primo tempo, che ha tagliato le gambe ai Nuggets, e che ha zittito il pubblico del Pepsi Center.

Siamo stati bravi ad accoppiarci con loro”, ha detto Bryant. “Ci abbiamo messo un po’ a capire come giocavano, come affrontare la loro difesa, ma poi siamo stati bravissimi.”
Bryant ha iniziato la sua striscia con due liberi, poi ha messo un jumper su Smith. Dopo una tripla di Ariza, Bryant ha segnato in faccia ad Anthony da destra e da sinistra (per par condicio) nei successivi due possessi, poi ha chiuso il tutto con una pugnalata per Denver, un tiro dalla lunga distanza a 4.1 secondi dall’intervallo dopo un rimbalzo offensivo di Gasol.
I Nuggets si sono riportati sul 67-79, ma i Lakers hanno risposto con un parziale di 9-0 ristabilendo le distanze. Bryant ha segnato altri sette punti in fila, inclusa la tripla del 101-82.
“Ha avuto cinque minuti nel finale di partita durante i quali nessuno al mondo l’avrebbe potuto marcare”, ha ammesso George Karl, coach di Denver.

Per Karl, è giusto che i Lakers siano in finale, non importa se contro LeBron o contro Superman. “Ho visto delle piccole crepe nei Lakers all’inizio della serie, e in qualche modo li abbiamo aiutati a ripararle. Credo siano la miglior squadra NBA in questo momento,” ha continuato.

I Nuggets erano sicuri di aver portato L.A. esattamente dove volevano dopo aver rubato gara 2 in trasferta, ma hanno perso subito il vantaggio del campo perdendo gara 3 negli ultimi secondi, con l’intercetto di Ariza sulla rimessa di Martin che ha sancito la prima sconfitta in casa per Denver dal 9 marzo. Dopo aver vinto 16 partite di fila in casa infatti, Denver ne ha perso 2 su 3 coi Lakers nelle loro prime finali di conference dal 1985.

Chauncey Billups, il giocatore chiave della trasformazione di Denver, arrivato a novembre in cambio di Allen Iverson, ha detto, “Non dimenticherò mai quest’annata, ma questo non è il punto in cui mi voglio fermare ai playoff.”

Jackson pensa che questi Nuggets, se non cambiano nulla, saranno un top team anche l’anno prossimo. “Hanno dominato diversi avversari nei playoff della Western conference”, ha detto Jackson. “Poi la loro fisicità, il loro atletismo e la loro capacità di segnare sono di prima fascia.”

Bryant è d’accordo, ammettendo anche che i Nuggets hanno contribuito a spingere al limite i Lakers. “Denver è una grandissima squadra, coperta in tutti i ruoli”, ha detto. “Forte in area, forte sul perimetro. È stata un rebus per noi. Ma proprio per questo abbiamo dovuto elevare il nostro gioco e la nostra unità di squadra. E se non l’avessimo fatto saremmo già a casa.”

Note: Nene si è fratturato l’avambraccio nel corso del match, e dovrà tenere il gesso per 3-4 settimane… Anthony ha compiuto 25 anni ieri: “E’ stato un pessimo regalo di compleanno”, ha detto. “Ma spero di abituarmi a giocare nel giorno del mio compleanno.”





CLEVELAND E’ FUORI

31 05 2009

ORLANDO, Fla. – Ignorati e desiderosi di rispetto per tutta la stagione, gli Orlando Magic ora vanno considerati. Dopo 14 frustranti anni, sono tornati alle Finali NBA.

Dwight Howard ha dominato sotto canestro segnando 40 punti, Rashard Lewis ne ha aggiunti 18 e i Magic, una squadra che può segnare una tripla dal nulla, ne ha infilate 12 nella vittoria per 103-90 contro LeBron James e i Cleveland Cavaliers in gara 6 delle finali della Eastern Conference.

“Dominio totale,” ha detto Lewis. “Ha dominato per tutta la partita. Stanotte ci ha portato sulle spalle.”

I Magic faranno la loro prima apparizione alle finali dal 1995, un anno prima che Shaquille O’Neal se ne andasse via da free agent a Los Angeles, lasciando la franchigia della Florida in rovina.

È stata una lunga, lenta risalita, ma Orlando è stata ricostruita e incontrerà i Lakers giovedì notte allo Staple Center in gara 1.

Disney World vs. Disneyland.

“Penso soltanto che questa squadra nel corso della stagione abbiamo dimostrato un cuore incredibilmente grande,” ha detto il coach dei Magic Stan Van Gundy. “Questa squadra riesce a reagire sempre. Se lo meritano.”

Oh, e ricordate agli executive della Nike: è il momento di far uscire il pupazzo di Howard. LeBron può andare nel magazzino estivo.

Per adesso, l’unico matchup tra James e la superstar dei Lakers Kobe Bryant sarà limitato a quelle carine pubblicità in televisione.

I Magic le hanno rese irrilevanti.

Con l’atleta più famoso della città, Tiger Woods, seduto a bordo campo, Orlando ha convinto tutti quelle che si chiedevano se fossero più forti dei Cavaliers, una squadra che ha vinto 66 partite in regular season, o dei campioni uscenti, i Boston Celtics.

I Magic le hanno fatte uscire tutti e due dai playoffs

James ha segnato 25 punti nella sua peggiore partita della serie, ma il 24enne è stato magnifico per gran parte di essa. Ma l’MVP della regular season è stato solo per gran parte del tempo,date le scarse percentuali al tiro di Mo Williams e la scarsa produttività della panchina di Cleveland, distrutta da quella di Orlando.

Delonte West ne ha aggiunti 22 e Williams 17 per Cleveland, che ora è 0-5 a Orlando.

Durante gli ultimi minuti, James è stato preso in giro dalla folla di Orlando che cantava “M-V-P” mentre Howard tirava un libero.

E dopo una tremenda schiacciata di Howard a 2:21 dalla fine, la folla ha intonato il mitico e propiziatorio coro “Beat L.A.!

Uno dei problemi di Howard sono sempre stati i tiri liberi, ma in Gara 6 ha tirato 12-su 16.

La stagione dei Magic non è stata delle più facili. La point guard titolare Jameer Nelson ha sostenuto un intervento alla spalla che gli ha fatto chiudere anticipatamente la stagione a inizio febbraio, un problema che sembrava porre fine alle velleità di grandezza di Orlando.

Ma il general manager Otis Smith ha prelevato il play Rafer Alston in una trade con Houston. Alston, ex-leggenda dei playground, si è adattato perfettamente. Nella prima serie contro Philadelphia, i Magic hanno perso Gara 1 prima di riprendersi chiudendo la serie in 6 partite-

Poi, dopo gara 5 della serie a Boston, Howard ha chiesto a Van Gundy di fargli ricevere più volte palla, criticando anche le sue rotazioni,. I Magic hanno reagito, vincendo due di fila, inclusa gara 7 sul parquet di Boston.

Nelle finali di conference, hanno battuto Cleveland con un devastante mix di potenza interna e pericolosità perimetrale.

Per tutto l’anno, i Cavaliers hanno chiuso il loro huddle pre-gara nello stesso modo, con James ha guidarli.

“One, two, three,” dice James. “Hard work,” replicano gli altri. “Four, five, six,” risponde James. “Championship,” urla tutta la squadra.

Ma quando la sirena finale è suonata, James è riuscito solo a a togliersi la maglietta e camminare verso gli spogliatoi come aveva fatto l’anno scorso dopo gara 7 a Boston. Grande com’è, James avrà capito che questa non è la sua stagione, e ancora una volta i tifosi di Cleveland dovranno soffrire, aspettando che una squadra riesco a fermare questa fame di titolo che dura da 45 anni.

Tutto quello che poteva andare storto per i Cavaliers nel primo tempo, è andato storto. Non potevano fermare Howard in vernice e quando la difesa di Cleveland ha cominciato a concentrarsi su di lui per contenerlo, i Magic hanno fatto lavorare la difesa facendo girare la palla sul perimetro per poi scagliare una bomba,

Lewis e Altson hanno infilato triple nel secondo quarto nel quale tattica da prima-sparo-poi-chiedo dei Magic ha costruito un vantaggio di 18 punti all’intervallo. Sull’ultimo possesso di Cleveland prima dell’intervallo, James, che non era ancora riuscito a segnare in quel periodo, è entrato in area sbagliando il runner prima di essere steso a terra. Si è seduto lì incredulo, aspettando una chiamata, un aiuto, che si sentiva perso.

Note: Wood, che condivido il 30 dicembre come data di compleanno con James, è tornato dopo aver perso Gara 4. Anche il quarterback di Florida Tim Tebow era presente… Se i Cavaliers erano tesi prima che della partita più importante della loro stagione, non lo hanno dimostrato. Alla fine della sessione di tiro mattutina, James e qualcuno dei suoi compagni di squadra si sono lanciati una palla da football avanti e indietro per tutto il campo. James al liceo era un all-state wide riceiver. “Pensa di essere un quarterback,” ha detto Brown… Orlando è 4-2 nelle gare 6 della sua storia…. James si aspetta che l’incontro tra lui e Howard – compagni in nazionale – nella postseason diventerà un evento annuale. “Non è la prima volta che ci vediamo su questo palcoscenico io e lui” ha detto.